Sosteniamo la Cinofilia. Mappa dei rischi economici al tempo del COVID-19

Avete presente gli eroi a 4 zampe di cui titolano i giornali in caso di calamità o emergenze?
Bene.

Fanno parte della stessa macro-categoria di quelli impiegati per alleviare le sofferenze di malati (grazie agli Interventi Assisiti con Animali, la ex-Pet-Therapy), provengono da professionisti ed allevamenti che fanno dell’addestramento e della selezione il loro pane quotidiano.

Per non parlare delle emergenze randagismo, ciclicamente riproposte ad ogni estate: prevenute, affrontate e gestite da centinaia di addetti.

E’ solo un piccolo dettaglio del comparto cinofilo e cinotecnico diffuso in Italia, nazione che (sempre bene ricordarlo) è tra quelle che eccelle per diffusione di operatori e praticanti, e per risultati derivati dalla pratica sportiva e nel lavoro.

Workshop di aggiornamento professionale per cani di utilità e soccorso, presso il collega Arcangelo Caressa

Una buona mappa delle criticità derivanti dall’emergenza COVID-19, si può creare con il contributo di ciascun dirigente o professionista, uniti per spiegare in modo semplice e concreto a chi di dovere, quali sono i problemi quotidiani che andremo ad affrontare passata la tempesta.

A differenza di altri sport (come mera constatazione e non come classifica di importanza), le discipline cinotecniche necessitano quasi totalmente la pratica all’aperto (ed anche in contesti urbani densamente popolati).

Il nostro “strumento” di lavoro è un essere vivente, che va mantenuto in perfetta salute fisica e psichica: i nostri cani mangiano alimenti di qualità, hanno protocolli sanitari rigorosi, utilizzano accessori professionali: tutto questo costa, e continua a costare anche quando tutti gli altri stanno a casa.

Quella che era la ex Pet-Therapy, trova nelle RSA, nelle strutture sanitarie o ambulatoriali, nelle scuole il proprio svolgersi quotidiano: sono tra gli ambienti più colpiti dall’epidemia (direttamente o indirettamente), e si prospettano tempi lunghissimi per adattare le nuove misure di contenimento anche a questa pratica (che ricordiamo è riconosciuta dallo Stato ed è severamente regolamentata da Ministeri e Regioni, come una vera e propria professione).
Questi cani, abilmente preparati, restano a casa e continuano ad essere accuditi al meglio: hanno un costo.

Un momento didattico con cani abilitati alla “pet therapy” con il collega Daniel Sebastian Ossino

Gli impianti sportivi, ed i relativi oneri economici, sono per la maggior parte privati e non rientrano nelle misure economiche del Cura Italia per il differimento di canoni d’affitto per impianti affittati da enti pubblici (come i campi sportivi o alcune palestre per le squadre della città, per citare un esempio).

A proposito di Decreti, è di oggi 07 aprile la pubblicazione delle linee guida del CONI/Sport e Salute circa la compilazione delle richieste di contributi per 600€ su un monte totale di 50 milioni di euro. Non si tratta di una misura (seppur importante come segnale) che coprirà tutto il mondo dello Sport, anzi. Un doveroso grazie va invece agli Enti di Promozione Sportiva e alle Federazioni, i cui presidenti stanno lavorando sodo per tentare un rapido sostentamento a tutti i professionisti dello sport, sostanzialmente chiedendo l’equiparazione delle A.S.D. alle piccole e medie imprese ed ai relativi interventi economici in loro favore. Non solo contributi ai (pochi) professionisti sotto contratto, ma anche e soprattutto alle organizzazioni (tante) che sono la vera ossatura dello sport (e quindi del lavoro) in Italia.

La contrazione economica impatterà sulla gestione di tutti voi che state leggendo ed avete un amico a 4 zampe a casa, sarà inevitabile e non possiamo negarlo: se avevate in previsione la visita in qualche canile o allevamento professionale per la scelta di un nuovo cucciolo, probabilmente rimanderete.

E così accadrà per l’indotto: la mangimistica italiana (ricca di esperienze imprenditoriali di alta qualità ma di piccola e media estensione); il comparto di sanità veterinaria; i campi di addestramento (compresa la tanto in voga ri-educazione per cani “aggressivi”, attività impattante sul tessuto sociale), e via dicendo.

Qualsiasi iniziativa a tutti i livelli, anche una semplice condivisione di quanto scritto, ci aiuterà a far emergere i problemi del post-emergenza e (soprattutto) individuare subito delle soluzioni.

W la Cinofilia e la Cinotecnica italiana.

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