Smartworking e cinofilia: conviene veramente?

Lo smartworking, lavorare da casa con il pc o il telefono, è una delle parole chiave emerse dalla pandemia che ci ha colpiti.

Indubbiamente traccia nuovi standard, e stabilisce una nuova “cassetta degli attrezzi“, che ogni professionista deve d’ora in poi avere: non si potrà prescindere dalla tecnologia, dal risparmio di costose trasferte per quegli argomenti che possono essere affrontati dal salotto di casa, e tanti altri vantaggi connessi al sistema del lavoro digitale: essenzialmente “visibilità“, ma anche riunioni, scambi di opinioni, condivisione veloce di risultati e tanto altro.

Tuttavia noi ci occupiamo di cani, in carne ed ossa.

Uscire dalla comfort zone del salotto di casa, è uno degli aspetti principali dell’addestramento in un cane: a cosa serve il robot creato in webcam tra quattro mura, senza avere il riscontro degli insegnamenti nel mondo reale?

E per dirla in modo spicciolo, una volta che avete insegnato che per lavorare un cane non serve altro che una cassa d’acqua e uno sgabello, beh…dovrete spiegare allo stesso cliente perchè gli avete chiesto 30€ per 15 minuti di campo e un paio di morsi, durante gli anni precedenti. E perchè dovrebbe continuare a darveli, passato il COVID-19.

Attenzione quindi alla comunicazione: superare gli ostacoli (il distanziamento sociale e la quarantena) utilizzando delle scorciatoie (un uso massiccio della tecnologia) potrebbe allontanarvi dalla meta (centri cinofili con presenze dimezzate, per essere ottimisti).

Perchè ormai il messaggio che rischia di passare è: puoi fare tutto da solo, ti basta poco, è semplice.

I centri Cinofili sono attrezzati con allestimenti idonei: è vero, molti strumenti possono essere realizzati con materiali di recupero. Ma davvero vogliamo affidarci alle buste della spesa mattutina per insegnare un percorso ad ostacoli?

Così facendo, svendendo (o regalando) un paio di video ed avendo l’effimera sensazione di qualche like in più, si rischia un deserto dei campi d’addestramento nel prossimo futuro: quell’esperienza pratica fatta di dettagli, di conoscenze reali, di correzioni (quelle che mancano negli approcci online), di vita vissuta accanto al vostro compagno quattrozampe che non è fatto di pixel ma deve potersi muovere nel mondo di tutti i giorni. E i centri cinofili non pagano le spese con la moneta della “visibilità”, ma con i frutti del lavoro proposto giorno dopo giorno.

E’ necessario non rimanere nel giurassico, certo. Sfruttare quello che le mura di casa ci offrono per impiegare meglio il tempo con il proprio cane: lo abbiamo fatto anche noi e continueremo a farlo. E’ utile per argomenti basilari da poter trattare principalmente in linea teorica.
Ma puntare tutto sulla moda del momento, crea false aspettative per il cliente e una grande frustrazione quando si riapriranno i cancelli delle vostre attività.

Chi si muoverà più da casa, per assistere al seminario di un esperto? A chi interesserà ancora fare kilometri di strada sotto sole cocente o acqua battente, per imparare veramente ciò che invece è stato promesso loro con la sola webcam ed uno schermo?

Per ottenere risultati importanti, quanto conviene proporre scorciatoie miracolose? Un cane preparato alle insidie del mondo può essere lavorato da dietro uno schermo?

Parlando con alcuni amici, una risposta è stata: “verranno nuovamente nei campi di addestramento perchè si renderanno conto che ciò che hanno provato online non ha funzionato“. Ma se a proporre questi “errori online” o “false speranze” siete stati proprio voi? O qualche collega del vostro stesso circuito?
Sulla credibilità si fonda gran parte del nostro lavoro, sarà bene tenerlo a mente.

Non solo: ciò che per noi sembra rivoluzionario (workshop online, lezioni da scaricare e quant’altro), è ampiamente utilizzato negli U.S.A. da almeno 10 anni, con due dettagli non indifferenti:

i prezzi sono adeguati al tipo di formazione proposta (e non svenduti a poche decine di € per strappare il follower di turno alla concorrenza); e tutto ciò che è proposto online prevede una certificazione “sul campo” (obbligatoria).

Può essere utile tenere a mente questi due approcci, nel proporre la nostra professionalità nel mare del web.

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